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In 5 mesi cambiarono la storia della Scienza

Un'osservazione attenta e poi l'azione.

Il ‘600 fu proprio questo: una lunga, interminabile fase di carica al termine della quale scattò il salto che stiamo ancora facendo. E come ogni fase di carica, il moto fu esattamente opposto a quello del lancio. Per qualche decennio, il primo grande balzo in avanti fatto da Galileo con le sue teorie e soprattutto con le sue dimostrazioni, fu risucchiato lentamente nel gorgo del sapere tradizionale, ma conservò quella tensione che progressivamente caricò l’energia che si è poi sprigionata nel secolo dei Lumi. Furono queste tensioni ad abbattere certezze, mettere in discussione dogmi, richiedere atteggiamenti equivoci in tutti coloro che avevano ruoli pubblici rilevanti. È proprio la precarietà di equilibrio su cui si costruisce la vicenda raccontata in LIR. Danzare sul filo di una lama, diventa inaspettata necessità per alcuni dei protagonisti di questa storia e che li rende capaci di aberrazioni irragionevoli a cui trovare giustificazioni fantasiose e creative: un esercizio barocco di livello eccelso, se non fosse che le sue conseguenze non furono solo estetiche o filosofiche.

Bonomo

Il Medico

Giovanni Cosimo Bonomo

Nella sua breve esistenza, che durerà 30 anni - era nato nel 1666 e morirà nel 1696 - Bonomo è considerato da molti uno dei artefici della scintilla che ha dato vita alla biologia moderna. Studi rapidi e densi, Bonomo ottiene l’abilitazione all’esercizio della professione medica quando ha da poco compiuto i 17 anni. Nel 1684 comincia a frequentare la spezieria di via Greca. Forse sarà il padre Stefano, speziale anche lui, a suggerirgli di fare pratica nel laboratorio di Cestoni, che già da quattro anni collaborava con Francesco Redi. Avrà una vita precaria, sempre attraversata da eventi poco favorevoli e punteggiata da episodi di malattia tanto frequenti da minarne fin da giovane la salute. Grazie all'interessamento di Redi, divenne medico personale di Anna Maria Luisa, andata in sposa all’Elettore del Palatinato, Giovanni Guglielmo II, ma si ammalò definitivamente e fu costretto a tornare in patria, dove morì giovanissimo. Di Bonomo non sono rimasti ritratti e per secoli qualcuno ha anche sostenuto che non sia mai esistito.

Bonomo

Lo Speziale

Giacinto Cestoni

È una delle personalità più grandiose di tutto il ‘600 italiano, colui che per la prima volta ha dimostrato il nesso di causa-effetto in una malattia dell'uomo. Di umili origini, in pochi anni è diventato uno tra gli speziali più ricchi e famosi d’Europa, stimato in tutto il continente e interrogato dai più grandi scienziati del suo tempo - tra i quali Malpighi, Redi, Bellini e Vallisnieri per ideare esperimenti e ottenere supporti pratici alle nuove teorie. È il vero padre, non ancora completamente riconosciuto del metodo, sperimentale galileiano applicato alla Biologia, lì dove anche Galileo aveva fallito. ”Io non ho genio se non per quelle cose nuove che possono vedersi e toccarsi” scrive in una sua lettera a Vallisnieri. Lascia le Marche dove era nato nel 1637, che è ancora bambino per trasferirsi a Roma in una spezieria che da cui parte 6 anni dopo per Livorno. Qui, per qualche anno, serve nella spezieria di Salomoni, in via Greca. Dopo alcuni viaggi in Europa, tornerà ad amministrare la stessa spezieria che non lascerà mai fino alla sua morte avvenuta nel 1718. È l’uomo che avrebbe potuto cambiare il destino di milioni di persone nei 3 secoli successivi se gli eventi che accaddero nei mesi centrali nel 1687 avessero seguito il corso da lui voluto.

Redi

Lo Scienziato

Francesco Redi

Su Francesco Redi c’è poco altro da dire che non si possa ottenere da una ricerca fatta sul web. Medico, scienziato, letterato, ma anche e soprattutto uomo di grande potere nel Granducato degli ultimi Medici, poche altre personalità del ‘600 europeo, racchiudono talenti e capacità quali quelli mostrati da Francesco Redi nel corso della sua carriera. La sua poliedricità gli ha fruttato quella autorevolezza che per decenni lo ha reso la fonte di riferimento per le più importanti attività culturali nel Granducato. In questa vicenda, il suo ruolo è centrale. Oltre ad essere sempre stato considerato autore della prima spallata alla Teoria della Generazione Spontanea - che sosteneva che dalla putredine potesse generarsi la Vita - per secoli Francesco Redi è stato considerato, a torto, lo scienziato che ha ridotto la rogna a semplice male di pellicello, d’animale e non la più tipica delle malattie umorali. Il comportamento di Redi nella vicenda del pellicello è stato, al solito, scaltro e lungimirante, non fosse stato per un piccolo incidente di percorso, una leggera sottovalutazione dei fatti che ha completamente capovolto un esito che appariva scontato. Di sicuro, è stato Redi, l’autore dell’intera organizzazione di un grande giallo della storia medica.

Come agirono i contemporanei.

Medici e scienziati: chi fu testimone della grande scoperta.

E intorno a questi tre attori principali, gira un mondo di prime figure del panorama della Scienza del '600 e poi del '700. Di tutti non avrete difficoltà a reperire notizie. Qui, si accenna solo al ruolo, spesso di primo piano, che li ha visti partecipi di questa storia.

Lorenzo Bellini

Lo scenziato pisano, allievo di Giovanni Alfonso Borelli, a sua volta allievo di Galileo, fu forse il primo ad avere ben chiara la portata devastante di quanto Cestoni aveva scoperto. In una lettera a Malpighi parla di quale grandiosa ricerca avesse portato a termine Cestoni e minimizza il ruolo di Bonomo. Era uno dei principali frequentatori della spezieria di Cestoni e con Malpighi aveva un rapporto di collaborazione continuo con Cestoni.

Marcello Malpighi

Lo scienziato bolognese semplicemente trasalì quando ebbe notizia da Bellini di quello che stava combinando Cestoni: chiese notizie più approfondite sulla scoperta e si augurò di poterne vedere finalmente la sua applicazione. Era in stretti rapporti di collaborazione con Cestoni: Cestoni lo cita più volte e ne confronta la sua azione di ricercatore 'sul campo' con quella di Redi, negli ultimi tempi, più 'salottiera'.

Giovanni Maria Lancisi

Anche lui tra le personalità scientifiche più importanti del periodo, diventa, fin da giovane autorità assoluta in campo medico a Roma, dove dopo l'anno successivo alla scoperta di Cestoni, diventa archiatra pontificio. È colui che affossa definitivamente la scoperta di Cestoni, ma con un artificio retorico di grandezza assoluta: non nega che quanto scoperto dallo speziale livornese si vero; semplicemente lo declassa ad una possibile cura di un ristrettissimo gruppo di affezioni.

Antonio Vallisnieri

È anche grazie ad Antonio Vallisnieri, giustamente considerato uno degli scienziati più aderenti ai sistemi di sapere galileiani, se conosciamo i dettagli di questa vicenda. Vallisnieri raccolse le lettere che Cestoni cominciò ad inviargli alla morte di Redi, nel 1698 e prima di morire chiese al figlio di conservarle e di pubblicarle. Oggi, grazie al lavoro di Silvestro Baglioni che le ha trascritte e fatte pubblicare nel 1940 e nel 1941 abbiamo un quadro chiaro e difficilmente confutabile di quanto lo speziale livornese ha scoperto.