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Gli Antefatti

L'Europa del '600 e la corte Medicea: la spinta delle innovazioni galileiane fanno nascere i primi embrioni della Scienza Moderna

La Scoperta

Uno speziale, appassionato di scienze naturali, cambia il corso della storia con la scoperta che fa nascere la Biologia Moderna.

La Lettera

In poco più di un mese, la notizia della Scoperta viene pubblicata per mezzo di una Lettera: si apre una nuova era per la Medicina.

L'Oblio

La Scoperta che potrebbe salvare milioni di vite umane, viene inspiegabilmente cancellata: non se ne saprà più nulla per 200 anni.

La Ricerca

Negli anni '60 del secolo scorso, un giovane ricercatore si imbatte in uno dei pochi esemplari della Lettera rimasti in circolazione. Trova qualcosa di strano nell'impianto complessivo di quelle pagine, un'apparente illogicità inaccettabile per un testo di scienza e da sempre considerata casuale da chi ci si è imbattuto prima.

Il Giallo

In quarant'anni di ricerca vengono alla luce un Manoscritto, che contiene parti importanti della Lettera ed un testo che ne sembra una copia in brutta: a Manoscritto, Brogliaccio e Lettera si uniscono decine di documenti che rendono ancora più di difficile soluzione la domanda più importante: perché la più grande scoperta della Scienza Medica, è rimasta inattuata per secoli?

  • ...fu la mia nascita in una terra della Marca Anconitana fra Macerata e Fermo nominata S. Maria in Giorgio, poco lontana dalle Grotte di Montalto, dove ebbe il natale quel gran Pontefice Sisto V...

  • ... che sapevano dei miei esperimenti lo portarono nella mia spezieria. I danni alla pelle erano così profondi, che quando lo vidi dovetti portarlo nel retro della bottega in una piccola stanza dove facevo mettere coloro la cui infezione era profonda: questo aveva sempre evitato contagi di ogni tipo. Mentre pulivo le sue ferite, mi venne pensato di osservare al microscopio le pelle desquamata per verificare che non vi fossero altri parassiti oltre al pellicello e che la sua malattia non fosse solo rogna.

  • ... Propriamente di rogna, no. Ma le infezioni che nascevano dallo sfregarsi in continuazione, fino, a volte, allo strapparsi brandelli di pelle di dosso, erano spesso mortali. Devi pensare ad una medicina priva di rimedi antibiotici, dove anche una ferita di modeste entità poteva creare suppurazioni e flèmmoni che portavano alla morte in poche settimane. Rischiare di morire in guerra a 25 o 30 anni era nulla, in confronto alla vita miserevole che ti poteva toccare prima di morire a 40 per una morsicatura di vipera; perché la vita media non doveva essere molto più alta; tolti ovviamente quelli che potevano alimentarsi in maniera decente e vivere in ambienti moderatamente salubri....

  • «...con distaccato?» mi interruppe il professore.
    «Intendo dire che vivono in mondi e ambienti apparentemente simili, in realtà molto differenti: e questa differenza si nota in ogni lettera che Redi invia a Cestoni. Redi è il grande Redi, colui che meno di 20 anni prima, con il suo Esperienze intorno alla generazione degli insetti ha messo in discussione la teoria della Generazione Spontanea e che da oltre 30 anni ricopre praticamente tutte le cariche istituzionali e tecniche che un letterato e uomo di scienza puoi ricoprire nel Granducato. Cestoni è considerato uno dei più grandi speziali di Europa, ma sempre speziale rimane.»

  • ...a leggere fino a questo punto e quanto avete letto vi sembra complesso o difficile da collegare, non è dovuto solamente alla mia prosa vacillante; è proprio tutta la questione che è ingarbugliata. Per me ed il Professore, che abbiamo passato intere domeniche pomeriggio a cercare di capire come si fossero svolti realmente i fatti che vi sto raccontando, era come trovarci ogni volta davanti ad incroci con quattro o cinque strade da imboccare; infilatane una, vedevamo le altre incrociarsi tra di loro per poi, qualcuna, puntare verso di noi, attraversarci e schizzare nuovamente verso le altre. E i reticoli che si formavano da questi incroci, non ce li lasciavamo mica alle spalle, no: in qualche modo, finivamo per ripercorrerli, senza ricordarci di come eravamo arrivati fino a lì.

  • ...e altro non posso fare. Forse sarei potuto essere più veemente nel propalare le mie idee; più abile nell’aggirare le furbizie, meno accomodante nell’accettare compromessi, più cinico nelle decisioni: quando è stato il momento, non sono stato all’altezza delle occasioni. Come sempre succede nelle nostre esistenze finite, arriva il momento di pagare il fio dell’inadeguatezza; tutti ne abbiamo uno: adesso, a me, spetta pagare il mio.